LA GARA

Corsa competitiva che si snoderà partendo dalla magnifica piazza IV Novembre, centro e piazza principale di Perugia, attraversando nei primissimi km il centro storico cittadino per poi immergersi nella campagna Perugina scoprendone le bellezze nascoste. Lasciata piazza IV Novembre, calpesterete l’antico acquedotto, godendo di scorci inconsueti della città. Percorrendo gli stretti e pittoreschi vicoli, passerete accanto alla chiesa di San Michele, in gergo chiamata “Il Tempietto” molto probabilmente risalente al V secolo, per poi lasciare le mura cittadine attraversando una delle porte di accesso alla città, Torre del Cassero di Porta Sant’Angelo. Correrete accanto agli archi del monte Spinello, struttura risalente al XIII secolo e parte dell’antico percorso dell’acquedotto medievale lungo circa 4 Km, con viste straordinarie sulla campagna circostante. Nel tratto che porta a Monte Pacciano (648m), monte che rappresenta la cosiddetta riserva idrica della città per le innumerevoli vene che scorrono sotto la terra, passerete accanto sia alla ex- sede del Museo delle Acque, oggi sede del CAI – Sezione di Perugia, che al conservone vecchio costruito intorno al 1275, composto da una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, con una capacità di circa 6.000 metri cubi. Dalla sommità del monte si può ammirare lo straordinario paesaggio del territorio perugino compresa la Val Tiberina, Assisi e il Lago Trasimeno. Prima di raggiungere le pendici del Monte Tezio, passando per la Torre di Valbiancara, salirete al Monte Civitelle (634m), dove una ripida e tecnica discesa vi metterà a dura prova. Da lì salirete fino al cuore del parco del Monte Tezio scalandone la vetta (961m) da cui, rasentando le storiche Neviere, scenderete bellissimi sentieri arrivando a tagliare il traguardo posto alle pendici.

LE NEVIERE

In un avvallamento della superficie prativa, a quota 917 m s.l.m., sono ubicati i resti di antiche “neviere” che, da circa un secolo in completo abbandono, si presentano oggi allo stato di rudere. 
Liberate dalla vegetazione spontanea, sono state consolidate nel 2005. Genericamente le neviere erano grotte naturali o artificiali, nelle quali durante l’inverno veniva introdotta e costipata la neve che, protetta da un cospicuo strato di paglia, si poteva utilizzare durante l’estate quando ancora non esistevano i frigoriferi. Il ghiaccio, tagliato in blocchi con un’ascia, veniva avvolto in sacchi di iuta e trasportato a valle a dorso di mulo per essere utilizzato in ospedale o dai ceti più abbienti.